L’Iperico come cicatrizzante

IPERICO

Hypericum perforatum L.

L’Iperico viene anche chiamata erba di San Giovanni, difatti il tempo migliore per la raccolta è, tradizionalmente, la notte o l’alba del 24 giugno, giorno appunto in cui si festeggia  San Giovanni Battista.

I suoi fiori, posti sulla sommità, sono giallo-oro e il suo fusto risulta essere legnoso alla base, con foglie opposte e perforate. Questa pianta la si trova facilmente in molti ambienti in quanto cresce tra lo 0 e i 1600 m s.l.m., è erbacea e perenne, alta circa 20-80 cm, predilige soprattutto terreni secchi e soleggiati ed appartiene alla famiglia delle Hypericaceae.

Curiosità

Un tempo era ritenuta magica, si credeva guarisse le più diverse malattie, predicesse l’avvenire, proteggesse dal male e dai morsi di serpente. Anticamente veniva chiamata anche Cacciadiavoli, difatti alcuni autori fanno derivare il nome generico Hypericum dal greco (ypèr), sopra e (eicòn),immagine, forse intesa come ”scaccio le immagini, gli spettri”. Per difendersi dai malefici, nel settecento, si trovano degli scritti in cui l’Iperico, insieme ad altre piante, veniva utilizzato, come pianta magica, per scacciare i diavoli, i quali sentendo l’odore scaturito dalle piante bruciate, scomparivano via.

Le foglie, se guardate in controluce, appaiono perforate, da qui il nome perforatum, e secondo gli antichi, seguendo la Signatura delle piante, indicava l’utilizzo dell’Iperico per come cicatrizzante, perché quei forellini venivano interpretati come tante ferite. Inoltre se si strofina il fiore sul palmo della mano questo rilascia un colore rosso come il sangue, difatti lo utilizzavano per curare le ferite in battaglia.

Uso esterno

Durante i miei corsi sulle erbe, mi sono imbattuta in questa pianta per me miracolosa; personalmente la uso molto su tutta la mia famiglia come oleòlito. L’oleòlito di iperico si applica ogni qual volta ci si scotta, in quanto evita di far comparire sulla pelle le vesciche post scottatura ed è anche un riepitelizzante, in quanto favorisce la cicatrizzazione e formazione della nuova pelle.

Se vi trovate in un prato e vi tagliate guardatevi intorno, se trovate dei fiori di iperico non troppo vecchi, raccoglieteli, sfregateli sulla mano e poi mettete il composto sulla ferita. In poco tempo il sangue cesserà di uscire e la ferita inizierà il processo di cicatrizzazione. Naturalmente mi riferisco a ustioni e tagli superficiali, diversamente è importante rivolgersi al medico.

L’Iperico, oltre alle proprietà cicatrizzanti e riepitelizzanti, in alcuni libri (DIZIONARIO DELLE ERBEMEDICINALI di Roberto Suozzi, Newton edizioni) lo citano anche come diuretico e antibatterico, soprattutto a livello dell’apparato genito-urinario. In farmacologia, secondo il libro di Fabio Firenzuoli “Interazioni tra erbe, alimenti e farmaci” edizione tecniche nuove, viene oggi utilizzato a livello medico, nelle sindromi depressive di lieve-media entità, depressione stagionale e depressione climaterica.

L’Iperico, come altre piante, se somministrato contemporaneamente ad altri farmaci bisogna avvisare il medico in quanto interagisce con i farmaci inibendone o aumentandone l’efficacia.

RICETTA POPOLARE

Oleòlito di Iperico

Prendete un baratto lo o una bottiglia di vetro trasparente, mettetevi i fiori di Iperico e aggiungete olio di oliva fino a riempire la bottiglia o il barattolo. Chiudere il contenitore ed esporlo al sole per un minimo di 15 giorni fino ad un massimo di 40.Grazie all’esposizione solare il macerato assume un colore rosso sangue. Al termine alcuni lo filtrano altri no, se ne fate un uso familiare potete non filtrarlo. Personalmente non lo filtro. L’unica accortezza è quella che se lasciate i fiori all’interno della bottiglia a mano a mano che l’olio diminuisce bisogna togliere i fiori in più perché se scoperti dall’olio ammuffiscono, ciò potrebbe contaminare l’oleolito e renderlo inefficace.

Unguento all’iperico

Con l’oleòlito si prepara un unguento, ottenuto sciogliendo la cera d’api a bagno maria e aggiungendovi almeno il quadruplo in volume di oleòlito d’iperico.

Si utilizza per curare l’herpes labiale, il giradito e le screpolature della pelle dovute a secchezza e come cicatrizzante.

tratto dal libro Erbe e Antiche Rimedi di ieri, oggi e domani di Loredana Matonti ed. Graffio

 

 

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