Chi era Edward Bach? Scopriamolo insieme

LA VITA DEL DR. EDWARD BACH Quando si parla dei Fiori di Bach, non ci si può sottrarre dal raccontare anche un pò di storia del dr. Edward Bach; colui che nella prima metà del

LA VITA DEL DR. EDWARD BACH

Quando si parla dei Fiori di Bach, non ci si può sottrarre dal raccontare anche un pò di storia del dr. Edward Bach; colui che nella prima metà del novecento approfondì quel legame sottile che c’è tra Natura, Uomo e Universo.

Edward Bach, qui sopra in foto, nasce alla fine dell’ottocento a Moseley, nel Galles, e muore nel 1936. Sin da piccolo vive a contatto con la natura, la ama fino a riconoscerle un’anima. La  sua spiccata sensibilità lo porta a cogliere il collegamento che è presente tra la natura e l’uomo attraverso le vibrazioni energetiche. L’osservazione che Bach fa, quotidianamente, sui fiori e sulle piante che lo circondano, non è solo visiva, la conoscenza arriva anche attraverso gli altri sensi: l’olfatto, il gusto, il tatto. Nell’Introduzione al capitolo 1, del volume 1°, del libro: “Nuove terapie con I FIORI DI BACH” di Dietmar Kramer sottotitolo: “Relazione dei fiori tra loro; fiori interiori e fiori esteriori“, viene raccontato che, per trovare i suoi rimedi, Bach si recava nei parchi, raccoglieva la foglia di una pianta, la appoggiava sulla lingua, ed essendo molto sensibile, ascoltava l’effetto sul corpo e sulla psiche.

Il dr. Bach era un noto patologo, immunologo e batteriologo; a partire dal 1913 lavora in ospedale, allo University College Hospital e si occupa di batteri intestinali. Conduce delle ricerche su alcuni batteri e, scopre, 7 tipi di alterazioni batteriche intestinali, che chiamerà nosodi, conosciuti ancora oggi come nosodi di Bach. Da questi batteri ricava dei vaccini che riesce ad utilizzare con successo contro certe malattie croniche.

Intorno al 1919, inizia ad interessarsi alle scoperte di Hannehmann, il padre dell’omeopatia, e decide di preparare i vaccini, contro questi batteri, con il metodo omeopatico. I risultati positivi non si fanno attendere. Diventa famoso e fino al 1922 lavora, come patologo e immunologo, nell’ospedale omeopatico di Londra.

Bach però era scontento, mirava a trovare qualcosa di diverso. Non smise mai di cercare le vere cause della malattia e si convinse che gli aspetti emotivi, psicologici e caratteriali di ogni individuo erano di fondamentale importanza per curare i disturbi dell’individuo stesso. Inizia a studiare i fiori e li somministra in base ai temperamenti dei soggetti. I risultati furono notevoli. Abbandona la carriera di immunologo e si trasferisce nella campagna gallese, dove  continua la sua ricerca.

Qui, cura i pazienti gratuitamente, passeggia in solitudine in mezzo alle piante e sviluppa sempre di più doti sensitive verso le vibrazioni energetiche terapeutiche delle piante stesse. Ben presto si rende conto che, per ritrovare la salute, bisognava agire sugli stati d’animo negativi, in modo che l’organismo potesse mettere in atto un processo di auto-guarigione che, dai livelli sottili, venisse trasferito, poi, anche al corpo. Questo avrebbe significato che, di fronte alla stessa malattia, ogni paziente si presenta con uno stato d’animo differente e, differenti saranno i fiori che gli si dovranno somministrare. I primi rimedi floreali che osserva, studia e poi utilizza con successo sono: Impatiens, Mimulus e Clematis.

In totale, i fiori che il dr. Bach classificherà,  saranno 38; a questi affida un ruolo importante, descrivendo sia la loro negatività, ovvero l’espressione dello stato d’animo che dovranno andare a lenire, sia la loro positività, ossia quale virtù energetica portano alla nostra anima affinché il corpo si auto guarisca. Riesce a mettere a punto un metodo di estrazione delle vibrazioni energetiche  e pubblicherà molti articoli e alcuni libri, descrivendo le proprie scoperte. Tutto ciò, però, gli costerà il titolo di dottore in medicina, in quanto l’Ordine dei Medici, non condividendo le sue scoperte, decide di radiarlo.

Pur non essendo più un medico, ciò che stava a cuore, al dr. Bach, era la possibilità di alleviare le sofferenze dei malati che si presentavano da lui. Pertanto, decise di diffondere gratuitamente le proprie scoperte.

Morirà all’età di 50 anni, povero ma felice, nel letto di olmo che si era costruito.

I suoi assistenti, continuarono la sua opera, tra questi c’era la sua compagna Nora Weeks e il suo amico Victor Bullen, insieme istituirono il Bach Centre, facendo conoscere le virtù dei Fiori di Bach, in tutto il mondo.

La salute è la completa e armonica unione di anima, mente e corpo; non è un ideale così difficile da raggiungere, ma qualcosa di facile e naturale che molti di noi hanno trascurato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Traduci

Nessun evento imminente