Quando parliamo di signature delle piante, cosa si intende?

Quando ho deciso di scrivere questo articolo sulle signature o segnature delle piante, non pensavo di dover fare un balzo all’indietro e di dover prendere in mano i miei libri di filosofia. Ciò però ha

Quando ho deciso di scrivere questo articolo sulle signature o segnature delle piante, non pensavo di dover fare un balzo all’indietro e di dover prendere in mano i miei libri di filosofia. Ciò però ha risvegliato in me la voglia di approfondire alcuni temi. Partiamo dal significato: per signatura si intende firma ma firma di chi? O di che cosa? Qui dipende in che cosa o in chi si ha fede. Potrebbe essere la firma divina o la firma della Creazione. La filosofia ci viene incontro cercando di dare una spiegazione al Tutto o al Principio Unico del Tutto.

Il filosofo Plotino, nato in Egitto nel III sec. d.C., affermava che l’Uno è senza forma ma dall’Uno derivano tutte le forme. Così dicendo  possiamo, o potremmo, dedurre che si può parlare di ciò che l’Uno non è, e quindi di tutte le forme che da Lui discendono, e che da Lui si differenziano. L’Uno si espande nei molti e il molteplice non può sussistere senza il Principio, senza l’Uno. L’Uno di Plotino non è il Dio creatore cristiano, che lo si immagina come un Padre creatore, ma è il principio da cui tutto deriva e a cui il tutto tende. Detto ciò, anche la Natura contiene ed è espressione dell’Uno, ed ogni singola pianta, animale o essere umano ne è l’espressione. La Natura è un’unico organismo vivente, costituito da più parti, così l’Uomo è un unico organismo vivente composto da più parti, ciò lo si può dire di ogni cosa presente sulla Terra e nell’Universo. Il legame tra Natura, Universo e Uomo è dato da dei segni da interpretare. Ogni popolazione antica ha interpretato la Natura o l’Origine della Vita a seconda della propria cultura. Sicuramente, in comune, le varie popolazioni, avevano l’utilizzare le erbe e le piante o i frutti degli alberi secondo la tradizione e inizialmente secondo l’utilizzo che ne facevano gli animali. L’osservazione degli animali è stato un primo passo per comprendere a cosa potessero servire certe piante insieme a l’osservazione delle forme della pianta e del colore.

Nel libro teologico “Liber divinorum operum (Libro delle opere divine)” di Ildegarda di Bingen lei scrisse: In tutta la creazione (alberi, piante, animali, pietre preziose) sono nascoste delle virtù segrete curative, che nessun uomo può conoscere, se non per rivelazione di Dio”

Ildegarda di Bingen (Hildegard von Bingen), (1098-1179): entrata in un monastero benedettino all’età di otto anni, ne divenne superiora nel 1136; nel 1150 fondò un monastero a Rupertsberg presso Bingen.

Nel 1500,  Paracelsus von Hohenheim (1493–1541), botanico, chimico e alchimista, approfondì lo studio di questa dottrina, studiando piante e minerali utili al mantenimento della buona salute, partendo dal presupposto che le malattie fossero espressione dell’impossibilità dell’energia vitale di scorrere liberamente e ordinatamente.

Lui e molti altri scienziati dell’epoca come Nicholas Culpeper (1616-1654) credevano che la forma, il colore, il sapore e l’odore di una pianta fossero degli indicatori per il loro utilizzo in erboristeria, ispirandosi a Dioscoride (Pedànios Dioskourìdes, nato Anazarbe, nell’odierna Turchia, vissuto tra il 40 circa – 90 circa d.C., è stato un medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell’imperatore Nerone), dai medici arabi, e da Ippocrate (Ippocrate di Coo,o Cos, o Kos, 460 a.C. circa – Larissa, 377 a.C.; è stato un medico, geografo e aforista greco antico, considerato il padre della medicina).

Facendo un esempio, quando abbiamo parlato dell’Iperico, l’osservazione delle foglie perforate e il colore rosso sangue, che si ottiene sfregando i fiori, hanno fatto dedurre agli antichi, alchimisti, erboristi e medici  che potesse essere utilizzato per cicatrizzare delle ferite. Così è stato sperimentato, e ancora oggi viene utilizzato con questo scopo.

Come sempre è importante documentarsi e non essere integralisti in nessuna forma di filosofia o disciplina o teoria ma se si riesce a prendere il meglio dalla conoscenza, che fino ad oggi è arrivata a noi, si può vivere meglio e in sintonia e armonia, con tutto ciò che è stato creato.

Grazie e se avete dei dubbi o curiosità contattatemi vi risponderò volentieri.

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